
Una con un diamante in fondo al cuore, così in fondo da non poter fare a meno di cercare ovunque la bellezza. Quella che permette di salvare il mondo, se sappiamo avere sogni e vogliamo credere in noi stessi.
Con la realtà ho un rapporto letterario: dimostro di avere tutti i difetti di Hermione Granger tranne i denti grossi, una propensione agli incarichi che attirano antipatie e rendono difficile la vita degna di Frodo Baggins, l’attitudine del signor Pekisch per i progetti bizzarri, qualche lavoretto alla Benjamin Malussène e … credo che continuerò questa lista a lungo in futuro, visto che in ogni libro che ho letto ho trovato qualcosa di me.
Cosimopiovasco in Milioni di stelle
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REGALINO DEL GIORNO
(ovvero, dacci oggi il nostro software quotidiano)
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I nomi delle stelle sono belli:
Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?
Sono più di cento volte centomila.
E in fondo al cielo, non so dove e come,
c’è un milione di stelle senza nome.
Stelle comuni, nessuno se ne cura,
ma per loro la notte è meno dura.
Gianni Rodari
La notte lava la mente.
Poco dopo si è qui come sai bene,
file d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
Mario Luzi, La notte lava la mente
Ho ricevuto un' e-mail con questo testo.
Mi va di pubblicarla, perchè oggi la sento molto mia.
ECCO PERCHE' CERTE VOLTE, SI INVIA UNA BARZELLETTA..........
Un uomo camminava per una strada con il suo cane.
Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto.
Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni.
Si chiese dove li portava quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo.
In cima a una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.
Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di oro puro.
Con il cane s'incammino verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo seduto a una scrivania.
Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo?
- Questo è il Paradiso, signore, - rispose l'uomo.
- Uao! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?
- Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell'acqua ghiacciata.
L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì.
- Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore indicando il suo cane.
- Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada con il suo cane.
Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano recinzioni di sorta.
Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero.
- Mi scusi, - chiese. - Non avrebbe un po' d'acqua?
- Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.
- E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.
- Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là c'era un'antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola.
Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offrì al cane.
Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono dall'uomo seduto all'albero.
- Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.
- Questo è il Paradiso.
- Be', non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso.
- Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di madreperla? No, quello è l'Inferno.
- E non vi secca che usino il vostro nome?
- No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.
-----
Così...
A volte ci chiediamo perché gli amici continuino a mandarci barzellette o storielle senza aggiungere una parola.
Forse questo può spiegarlo. Quando si ha molto da fare, ma si vuole restare lo stesso in contatto, che cosa si fa?
Si mandano barzellette.
Quando non si ha nulla di particolare da dire, ma si vuole restare lo stesso in contatto, si mandano barzellette.
Quando si ha qualcosa da dire, ma non si sa bene cosa, o non si sa come, si mandano barzellette.
Anche per far sapere a qualcuno che ci si ricorda ancora di lui, che lui è ancora importante, che lui è ancora amato, che cosa si fa? Si manda una barzelletta.
Così, la prossima volta che ricevete una barzelletta, non pensate che vi hanno mandato soltanto un'altra barzelletta, ma che oggi il vostro amico dall'altra parte del computer ha pensato a voi e vi ha mandato un sorriso.
LE EMOZIONI PRIMARIE (= i colori della vita, o no?)
Rabbia
Furia sdegno risentimento ira esasperazione indignazione irritazione acrimonia animosità fastidio ostilità (al grado estremo: odio violenza)
Tristezza
Pena dolore cupezza malinconia autocommiserazione solitudine abbattimento disperazione (in casi patologici: grave depressione)
Paura
Ansia timore nervosismo preoccupazione apprensione cautela esitazione tensione spavento terrore (stato psicopatologico: fobia e panico)
Gioia
Felicità godimento sollievo contentezza beatitudine diletto divertimento fierezza piacere sensuale esaltazione estasi gratificazione soddisfazione euforia capriccio (al grado estremo: entusiasmo maniacale)
Amore
Accettazione benevolenza fiducia gentilezza affinità devozione adorazione infatuazione agape
Disgusto
Shock stupore meraviglia trasecolamento
Disprezzo sdegno aborrimento avversione ripugnanza schifo
Vergogna
Senso di colpa imbarazzo rammarico rimorso umiliazione rimpianto mortificazione contrizione
Fonti: Daniel Goleman, Intelligenza Emotiva, Rizzoli, Milano, 1996.
Camminare tra i palazzi di zone della città che non hai mai visto sentendoti abitante piccola di un mondo minuscolo. Pensare che in uno di quei giganti di cemento ci sta più gente che nella via di piccola città dove hai comprato la tua casa.
Così tu avverti l'immensità del mondo, intuisci che tra quegli innumerevoli volti, come un granello di sabbia sulla spiaggia, e nulla di più, ci sono anche i tuoi pensieri ricorrenti, vanitas vanitatum , forse, ma di insistente persistenza terrena, piccoli idoli della mente.
Pensi a ciò che poteva essere e non sarà.
Sei tornata a rivedere il mondo, la folla, e ne hai ricavato stordimento e curiosità.
Hai rivisto amici che da tempo erano solo parole nel web e ti sono venute mille idee, che non ti basteranno tre vite per provarle tutte.
Farsi piccoli in un mondo grande è un'indispensabile lezione di umiltà, pensi.
In questo mondo grande è arrivato anche il granello di sabbia della cucciola della dama, da un po' di giorni. A lei voglio dedicare questi semplici pensieri, come benvenuto nella vita.
immagine di kazze|
"Con le donne accade due volte di non saper cosa dire: all'inizio e alla fine di un amore." |
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| Gesualdo Bufalino |
Sarà una protesta per la tutela dei diritti dei lattanti in concomitanza con le consultazioni elettorali ciò che spinge Lolino da due giorni a rifiutare cibo e bevande (eccezion fatta, ovviamente, per ciò che sgorga dalla tetta di mammà)?

Oggi, prima dopo e durante la stramilanina, corsa con prestazione superba, Elmo ha più volte ripetuto:
"SONO FELICE COME UN BADUINO"
Cosa o chi sarà un baduino?
Noi sospettiamo un ibrido di un babbuino e un beduino...