Eccomi

Blogger: riuriuchiu
Una con un diamante in fondo al cuore, così in fondo da non poter fare a meno di cercare ovunque la bellezza. Quella che permette di salvare il mondo, se sappiamo avere sogni e vogliamo credere in noi stessi. Con la realtà ho un rapporto letterario: dimostro di avere tutti i difetti di Hermione Granger tranne i denti grossi, una propensione agli incarichi che attirano antipatie e rendono difficile la vita degna di Frodo Baggins, l’attitudine del signor Pekisch per i progetti bizzarri, qualche lavoretto alla Benjamin Malussène e … credo che continuerò questa lista a lungo in futuro, visto che in ogni libro che ho letto ho trovato qualcosa di me.

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sabato, 17 maggio 2008
Milioni di stelle

I nomi delle stelle sono belli:

Sirio, Andromeda, l’Orsa e i due Gemelli.

Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?

Sono più di cento volte centomila.

E in fondo al cielo, non so dove e come,

c’è un milione di stelle senza nome.

Stelle comuni, nessuno se ne cura,

ma per loro la notte è meno dura.

 

 

Gianni Rodari

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 00:21 | link | commenti (5)

venerdì, 16 maggio 2008
Evento interessantissimo

UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI DI VENEZIA 
Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata di Venezia
   
 GIORNATA DI STUDIO

PENSARE IN RETE
Blog e ricerca universitaria


UNIVERSITA’ DI VENEZIA – FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA
PALAZZO MALCANTON-MARCORA’ – Dorsoduro, 3484 / D VENEZIA
 SALA CONFERENZE (piano terra)
 
Sabato 17 maggio 2008
 
Prima parte. Gli esiti di cinque mesi di sperimentazione in rete. Le ipotesi dei blogger, le domande dei docenti.
Ore 9.00- 13.00
 
Moderatore: Umberto Margiotta, Prorettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatore del progetto Ibrid@menti 
 
Maria Maddalena Mapelli (madmapelli) Pensare in rete: l’esperienza di Ibridamenti (Ca’ Foscari-Ve) Roberto Lo Jacono, Ibridamenti: storia di un’idea che connette (Splinder) 
Germano Milite (pensierobondo), L’avatar specchio
Dario Carta (evenevil), dall’on all’off per immagini
Pasquale Esposito (eventounico), L’utente anonimo come riflesso della comunità
Daniele Muriano (maledettamente bene), Il riflesso avatar
Emma Ciceri (emmart), La sfida delle mappe: si riparte da tre 

il punto di...
Tiziano Scarpa, La parol/azione. Da scrittore vi dico che...
Andrea Bruni (contenebbia) La Cineblogger Connection
Paolo Melissi (melpunk), La scrittura che connette

pausa 11. 15- 11.30 


Barbara Caputo (barbara34), Connettere, solo connettere. Un'etnografia delle immagini nei blog(Lab/antr/media Bicocca-Mi)
Simona Marchi (MSsenzafiltro), Pratiche di interconnessione e riflessività, (La Sapienza,Roma)
Stefano Ciulla, I Blog e l’identità connessa (Università di Palermo)
Matteo Benussi, Giacomo Pasqualetto (sadlandscape) e il gruppo di studenti di antropologia (Ca’ Foscari-Ve), Il lavoro sul campo nella blogosfera
 
Seconda parte. I saperi alla prova del virtuale. Innovare i modelli di ricerca universitaria. Le ipotesi dei docenti, le domande dei blogger.
Ore 14,00 – 18,00
 
Moderatore: Mario Galzigna (heteronymos), Università Ca’ Foscari di Venezia (Epistemologia)
Telegrammi per immagini su Scritture in rete (Paolo Melissi, melpunk), Ibridaprosa e Ibridapoesia (Marco Saya), Storied@ibrido (Cristina Finazzi, modalogia) 

Daniele La Barbera, L’identità e il virtuale. (Psichiatria, Università di Palermo)
Luciano Benadusi, I saperi esperti, il virtuale e l ’apprendimento sociale (Sociologia, Univ. La Sapienza, Roma)
Paolo Fabbri, Tracce dell’identità. La narrazione di sé e dell’altro (Semiologia, IUAV, Venezia)
Giacomo Festi, Avanti c’è Post! Un invito semiotico all’analisi dei post (Semiologia, IUAV Venezia)
Gianluca Ligi, Dalla connessione all'ibridamento: aspetti antropologici della relazionalità (Antropologia sociale, Ca' Foscari-Ve)
Pietro Barbetta, Ibridamenti: una “struttura che connette” ? (Psicologia dinamica, Univ. di Bergamo)
 
Conclusioni
 
Umberto Margiotta (Università Ca’ Foscari di Venezia)
 
·         Università Cà Foscari di Venezia - Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione
·         Università Ca’ Foscari di Venezia - Dipartimento di Studi Storici
 
In collaborazione con:
 
-          LISaV (Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia)
-          Dipartimento di Neuroscienze cliniche, Sezione di Psichiatria, Università di Palermo
-          Facoltà di Sociologia, Università La Sapienza, Roma

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 16:37 | link | commenti

venerdì, 09 maggio 2008
notte

La notte lava la mente.
Poco dopo si è qui come sai bene,
file d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.

Mario Luzi, La notte lava la mente

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 23:17 | link | commenti (20)

amici vicini e lontani

Ho ricevuto un' e-mail con questo testo.
Mi va di pubblicarla, perchè oggi la sento molto mia.


ECCO PERCHE' CERTE VOLTE, SI INVIA UNA BARZELLETTA..........

Un uomo camminava per una strada con il suo cane.
Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto.
Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni.
Si chiese dove li portava quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo.
In cima a una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.
Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di oro puro.
Con il cane s'incammino verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo seduto a una scrivania.
Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo?
- Questo è il Paradiso, signore, - rispose l'uomo.
- Uao! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?
- Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell'acqua ghiacciata.
L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì.
- Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore indicando il suo cane.
- Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada con il suo cane.

Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano recinzioni di sorta.
Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero.
- Mi scusi, - chiese. - Non avrebbe un po' d'acqua?
- Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.
- E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.
- Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là c'era un'antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola.
Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offrì al cane.
Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono dall'uomo seduto all'albero.
- Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.
- Questo è il Paradiso.
- Be', non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso.
- Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di madreperla? No, quello è l'Inferno.
- E non vi secca che usino il vostro nome?
- No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.

-----
Così...
A volte ci chiediamo perché gli amici continuino a mandarci barzellette o storielle senza aggiungere una parola.
Forse questo può spiegarlo. Quando si ha molto da fare, ma si vuole restare lo stesso in contatto, che cosa si fa?
Si mandano barzellette.

Quando non si ha nulla di particolare da dire, ma si vuole restare lo stesso in contatto, si mandano barzellette.
Quando si ha qualcosa da dire, ma non si sa bene cosa, o non si sa come, si mandano barzellette.
Anche per far sapere a qualcuno che ci si ricorda ancora di lui, che lui è ancora importante, che lui è ancora amato, che cosa si fa? Si manda una barzelletta.
Così, la prossima volta che ricevete una barzelletta, non pensate che vi hanno mandato soltanto un'altra barzelletta, ma che oggi il vostro amico dall'altra parte del computer ha pensato a voi e vi ha mandato un sorriso.

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 15:24 | link | commenti (14)

venerdì, 02 maggio 2008
materiale di studio...

LE EMOZIONI PRIMARIE (= i colori della vita, o no?)

Rabbia
Furia sdegno risentimento ira esasperazione indignazione irritazione acrimonia animosità fastidio ostilità (al grado estremo: odio violenza)

Tristezza
Pena dolore cupezza malinconia autocommiserazione solitudine abbattimento disperazione (in casi patologici: grave depressione)

Paura
Ansia timore nervosismo preoccupazione apprensione cautela esitazione tensione spavento terrore (stato psicopatologico: fobia e panico)

Gioia
Felicità godimento sollievo contentezza beatitudine diletto divertimento fierezza piacere sensuale esaltazione estasi gratificazione soddisfazione euforia capriccio (al grado estremo: entusiasmo maniacale)

Amore
Accettazione benevolenza fiducia gentilezza affinità devozione adorazione infatuazione agape

Disgusto
Shock stupore meraviglia trasecolamento
Disprezzo sdegno aborrimento avversione ripugnanza schifo

Vergogna
Senso di colpa imbarazzo rammarico rimorso umiliazione rimpianto mortificazione contrizione

Fonti: Daniel Goleman, Intelligenza Emotiva, Rizzoli, Milano, 1996.

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 17:48 | link | commenti (15)
appunti

lunedì, 28 aprile 2008
Milano (dialogo con me stessa)

Camminare tra i palazzi di zone della città che non hai mai visto sentendoti abitante piccola di un mondo minuscolo. Pensare che in uno di quei giganti di cemento ci sta più gente che nella via di piccola città dove hai comprato la tua casa.
Così tu avverti l'immensità del mondo, intuisci che tra quegli innumerevoli volti, come un granello di sabbia sulla spiaggia, e nulla di più, ci sono anche i tuoi pensieri ricorrenti, vanitas vanitatum , forse, ma di insistente persistenza terrena, piccoli idoli della mente.
Pensi a ciò che poteva essere e non sarà.
Sei tornata a rivedere il mondo, la folla, e ne hai ricavato stordimento e curiosità.
Hai rivisto amici che da tempo erano solo parole nel web e ti sono venute mille idee, che non ti basteranno tre vite per provarle tutte.
Farsi piccoli in un mondo grande è un'indispensabile lezione di umiltà, pensi.

In questo mondo grande è arrivato anche il granello di sabbia della cucciola della dama, da un po' di giorni.  A lei voglio dedicare questi semplici pensieri, come benvenuto nella vita.

architettura milaneseimmagine di kazze

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 22:57 | link | commenti (10)

martedì, 22 aprile 2008
Arguzia...

"Con le donne accade due volte di non saper cosa dire: all'inizio e alla fine di un amore."

 
Gesualdo Bufalino

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 15:21 | link | commenti (18)

sabato, 19 aprile 2008
Un bel racconto satirico

Per chi suona il call center

di Michele Serra
La galassia del lavoro precario pullula di casi limite: dal venticinquenne che ha fatto trenta lavori al trentenne che ne ha fatto uno solo ma con venticinque contratti consecutivi.
L'entrata in vigore dei nuovi contratti di lavoro flessibile produrrà profondi cambiamenti nella società italiana. Il primo capoverso di questo articolo, ad esempio, è ancora soggetto al vecchio contratto dei giornalisti, completo di mutua, pensione e garanzie reciproche, e dunque si intende che lo scrivente, anche nel suo interesse, si senta tenuto a fornire un prodotto corretto nella forma e nella sostanza, avendo cura della propria carriera.

Hil secondo capoverzo invesce succede che e sotto il nuovo contrato del lavoro flezzibile e duncue ki se ne fote, tanto il kontrato scadee tra pochi minuti ah ah ah io me ne stropiccio de la forma edel contenuto pure mica sono shemo di farmi un mazzzo cosi in cambio di gnente!!! Ze il patrone mi puote licensiare tra tre minuti e macari il proximo contrattto lo facio da machinista ferroviere o pure da geometro, io diko alora che a contrato di merda lavoro di merda, cari amizi letori!

Cattivi esempi a parte, la galassia del lavoro precario pullula di casi-limite: dal venticinquenne che ha fatto 30 lavori differenti senza avere capito quali, al trentenne che ha fatto sempre lo stesso lavoro, ma con 25 mini-contratti consecutivi, e si ritrova con dieci anni di lavoro, la gotta (non mutuabile), zero scatti di anzianità e solo sei mesi di contributi versati.
Celebre il caso di Mirko che, assunto come trasportatore di materassi, si è reso conto che gli scadeva il contratto mentre era sul pianerottolo di un condominio e stava per consegnare un due-piazze a molle. Telefonando dal suo cellulare è riuscito a farsi riassumere come acrobata e ha dunque cominciato ad allenarsi sul pianerottolo saltando sul materasso non consegnato. In seguito alle proteste dei condomini, Mirko è stato licenziato lo stesso pomeriggio. Ma nel frattempo aveva accumulato mezz'ora di ferie come trasportatore e 20 secondi come acrobata, e dunque è stato costretto a dormire per mezz'ora e 20 secondi sul materasso.

Al risveglio, Mirko era già stato assunto, grazie all'ufficio di collocamento, come centralinista di un call center erotico, e dunque gli inquilini dello stabile si sono trovati di fronte a un ragazzo sulla trentina, sdraiato su un materasso, che gemeva al telefonino sussurrando "toccati, io lo sto già facendo". Arrestato, tradotto in Questura e denunciato per atti osceni, Mirko riuscì a farsi assumere da un poliziotto come badante dell'anziana madre, con contratto di tre mesi, ma la madre morì la sera stessa, non appena Mirko, sempre con il suo materasso, ebbe preso servizio.
Nel corso della veglia funebre Mirko fu raggiunto dalla telefonata di congratulazioni della presidente dei giovani confindustriali, che gli avevano attribuito un premio di produttività per avere sottoscritto quattro contratti in un giorno solo. Il premio consisteva nell'assunzione, con contratto di una settimana, come stagionatore del famoso formaggio 'toma di Matusalemme', che matura in 12 anni.

Deposto sul materasso il cadavere della sua ex datrice di lavoro, e consegnati entrambi a un addetto alle pompe funebri che li depositò in mezzo a un rondò perché aveva il contratto in scadenza, Mirko si presentò al suo nuovo posto di lavoro, una malga a 2.300 metri, proprio nel giorno in cui la toma, dopo 12 anni di invecchiamento, era matura e pronta per essere consegnata. Licenziato da stagionatore di tome, tentò di farsi riassumere come consegnatore di tome, ma venne minacciato dal consegnatore di tome già attivo, un precario (ex supplente di francese, ex tornitore, ex gigolò, ex casellante) esasperato dal fatto che era costretto a consegnare i formaggi ancora con la divisa da casellante.

Dopo essersi picchiati selvaggiamente, e resisi conto che la toma da consegnare era rotolata in un crepaccio durante la coluttazione, Mirko e il suo rivale si abbracciarono e piansero a lungo. Dopodiché decisero che avrebbero fondato il primo Sindacato Precari, il CIPERTFUTRFZIE (Confederazione Italiana Precari Edili, Rottamatori, Tornitori, Fabbri, Uscieri, Taxisti, Restauratori, Fonditori, Zappatori, Imbianchini Eccetera), e organizzarono uno straordinario corteo, a Roma, composto solamente da loro due, ma in rappresentanza di 6.300 professioni diverse, tutte svolte, con regolare contratto, dalla coppia di giovani manifestanti.

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 17:36 | link | commenti (16)

lunedì, 14 aprile 2008
Politica da piccolo?

Sarà una protesta per la tutela dei diritti dei lattanti in concomitanza con le consultazioni elettorali ciò che spinge Lolino da due giorni a rifiutare cibo e bevande (eccezion fatta, ovviamente, per ciò che sgorga dalla tetta di mammà)?

Immag004

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 11:40 | link | commenti (14)

domenica, 06 aprile 2008
Fraseologia Elmica

Oggi, prima dopo e durante la stramilanina, corsa con prestazione superba, Elmo ha più volte ripetuto:

"SONO FELICE COME UN BADUINO"

Cosa o chi sarà un baduino?
Noi sospettiamo un ibrido di un babbuino e un beduino...

mappa stramilanina

I milioni di soli hanno illuminato queste parole di: riuriuchiu alle 21:31 | link | commenti (36)