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Una con un diamante in fondo al cuore, così in fondo da non poter fare a meno di cercare ovunque la bellezza. Quella che permette di salvare il mondo, se sappiamo avere sogni e vogliamo credere in noi stessi.
Con la realtà ho un rapporto letterario: dimostro di avere tutti i difetti di Hermione Granger tranne i denti grossi, una propensione agli incarichi che attirano antipatie e rendono difficile la vita degna di Frodo Baggins, l’attitudine del signor Pekisch per i progetti bizzarri, qualche lavoretto alla Benjamin Malussène, ogni tanto ho crisi d'identità stile Alice (nel paese delle meraviglie) e … credo che continuerò questa lista a lungo in futuro, visto che in ogni libro che ho letto ho trovato qualcosa di me.
wilcoyote in Requiem doppio
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wilcoyote in Alice allo specchio
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REGALINO DEL GIORNO
(ovvero, dacci oggi il nostro software quotidiano)
visitato *loading* volte
Da www.corriere.it : Caso Mele e dichiarazione di Cesa
(vale a dire una dichiarazione offensiva per i cittadini medi, aggiunta a un comportamento che porterebbe il cittadino medio dritto in galera: ricordo un mio coetaneo che anni fa espatriò perchè, coinvolto in una simile questione, ma con un festino decisamente più povero di trasgressioni, si era ritrovato con la fedina penale sporca e impossibilitato a perseguire il suo obiettivo professionale)
"LA VITA DA DEPUTATO - Cesa sottolinea anche il «problema» dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, «e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura». Lo dice riferendosi anche alla sua vita pubblica: «Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria». Per questo, ripete più volte, «la vita del parlamentare è molto dura» e bisognerebbe pensare, propone, all'ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma."
Ecco, allora io gradirei sottolineare che la maggior parte degli italiani lavora fuori dalla propria città, studia fuori dalla propria città e lavorativamente parlando si fa un mazzo non certo inferiore a quello del parlamentare medio. E lo fa con ben inferiori risorse economiche.
Anch'io a volte soffro di solitudine, ma se vado a dire all'amministratore delegato di mio marito di darci dei soldi in più così io mi licenzio e vado a vivere nella sua sede di lavoro, invece di abitare e lavorare a km di distanza, cosa pensate che mi risponda?
Peraltro non ho neanche mai pensato di sperperare il mio stipendio in festini hard per consolarmi.
L'impudenza di questa gente è mostruosa!!!!!
Ma che vadano a leggersi Wil , Nabla e tanti altri! Magari così li sfiora una vaga idea di quello che è la vita degli italiani!
Invogliata dai componimenti spassosi dell'amico Cosimo, ho provato anch'io a scarabocchiare qualcosa del genere, buttando lì un sonetto con un ritrattino comico-realistico.
LA BUMBA
Se si avvicina un prombolo sgolfiante
lei lo sfrignazza e streperlizza in tondo
finchè non si farà tutt'imbronzante
e sottimpesto al pìnzolo in profondo.
Ma poi lei gli concede il prengibello
solo se la imperlucca indiamantando,
tenendo aperto il personal corello,
con gran dilapamento presperando.
Nessuno la impertugi di imbonarlo!
E' lui che da sgolfiante prombolotto
la prengibella per amor del guacchio,
e lei da bumba esperta nel bovacchio,
geste la cosa per non far stralotto
e per aver un po' di slotte in sarlo.
Tu, Albatros (ovviamente sulla musica di “io vagabondo”)
Io, un giorno infornerò
una torta al cioccolato per Albiòn
e appena arriverà
una fetta tutta intera mangerà.
Poi
se lo spazio nella pancia avanzerai
un po’ di biscottini
col fondente frantumato in pezzettini,
e starai bene a casa mia
quando Elmo ti esporrà tutte le sue dottrine.
Tu, e tu Albatros sei tu
benvenuto tra gli amici
con quegli altri che porterai
a provare i dolcetti miei…
Spero che non me ne voglia l'amico malacconcio, e che non mi citi per plagio se sulla sua scia tento pure io il genere del racconto onirico breve. Eccolo di seguito.
Addormentarsi al sole, su un asciugamano verde erba che isola dal contatto rovente con la sabbia. L’ho desiderato per tutto l’anno e ora lo farò. Ma, mi dicono, serve una crema protettiva.
Raccogliere le membra, rialzarsi, è un continuo capogiro, un vortice di luce e di tenebra che ruota a distanza impercettibile dalle iridi. Eppure, mi dicono, devo; alzarmi, camminare, prenderla dalla borsa di un’amica, dieci metri più in là.
Metto un piede avanti all’altro, con cautela, in questa polvere infuocata che la calura fonde, lava in cui sprofondo senza opporre resistenza. Il palmo di mano che mi accoglie è una superficie scabra, con dossi nodosi alle estremità, o forse bulbi, pronti a eruttare giganteschi germogli.
Erompono, infatti, anche sotto i miei piedi, giunchi flessuosi che mi innalzano fino al cielo, dove, felice, vorrei cogliere l’essenza del vapore di nuvola, un umido benefico e rinfrescante. l’ondeggiare dei giunchi mi costringe ad una presa faticosa, isterica nella stretta delle dita nervose, unghiate come zampe di gatto.
Alla sommità, l’oggetto della mia ricerca . Per raggiungerlo mi aggrapperò a un intrico di fili, quelli che nella strada percorsa ho cardato con lentezza; io li volevo fare come corde al titanio, non so se lo sono. Potrebbero essere semplicemente lunghe ragnatele, raccattate e rabberciate, senza né fine né principio, incapaci di sorreggermi. Lo saprò solo provandole e per questo il panico mi assale, l’adrenalina mi irrigidisce ogni fibra. Aggancio un estremo della corda al ramo più alto, pronta a lanciarmi nella rete… D’improvviso, il vuoto, la sensazione potente della gravità, uno scossone, uno strappo…
“Ehi, finalmente sei rinvenuta! Ma lo sai che con la tua pressione bassa fa male stare al sole, no?”
Beh, ci si prova...
Alla cena del rientro, tutte le bimamme e la neomamma sono concordi: ottimo il luogo, delizioso il clima, hotel favoloso, grandiosa casinistica organizzazione del nostro gruppo. Ma quel che più ci dispiace è che sia stata abolita la schiavitù; infatti, se il cuoco fosse stato acquistabile, considerate abilità e prestanza fisica, avremmo fatto una colletta e, a costo di svenarci, ce lo saremmo portato a casa per utilizzarlo a turno a nostro beneficio.
E vi garantisco che sarebbe stato un ottimo affare!
ore 19,21: tra meno di quaranta minuti si riunirà l'armata brancaleone per rievocare con foto e aneddoti la vacanza appena conclusa e rendere meno traumatico possibile il ritorno nella afosa pianura... vi farò sapere.
durante una camminata nei boschi con R., che ha otto anni.
R: sarebbe bello essere come i pini, che non perdono mai le foglie.
io: in verità, R, i pini fanno una cosa ancora più bella; ogni volta che un ago secco cade sanno subito farne uno nuovo, tutto verde.
R. già, però se non ci fosse il vento a farli muovere sarebbero sempre fermi.
io: hai ragione, noi invece possiamo muoverci, è un grande dono che spesso dimentichiamo di aver ricevuto.
quando la nostra armata brancaleone di 7 adulti e 7 bambini si muove, tutta la val pusteria attende trepidante gli sviluppi!
15 anni fa facevamo le vacanze insieme organizzando tornei dei giochi più svariati e pomeriggi in piscina, visite a luoghi turistici e di rilievo culturale, ed ora? Lo stesso, ma con una squadra di giovincelli al seguito che permette di mantenere pressochè invariata l'età media.
Oggi, però, la visita alla mostra sulle torture ha lievemente turbato le dolci fanciulle con circa un lustro di vita, che credevano di vedere un castello come quelli delle principesse tanto di moda! ben diversa la reazione dei maschi...
La lotta alle avversità si è protratta per tutta la giornata: ora, con buona pace di chi mi esortava a buttare il pc, il mio portatile è di nuovo "up and running" e l'auto così perfettamente caricata che persino un olandese potrebbe venire a lezione da noi su come portare tutto da casa senza lasciare neppure un millimetro quadrato inutilizzato.
Tra sette ore la partenza...
Il portatile da portare in vacanza si è impietosamente piantato...
Sono alle prese con chkdsk /r (e spero di non arrivare al format)
Ogni volta che apro una valigia per cacciarci dentro qualcosa ne capita una.
Di questo passo i bagagli non li farò, porterò solo una giacca a vento e terrò per 12 giorni notti comprese gli stessi abiti e le stesse scarpe.