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Una con un diamante in fondo al cuore, così in fondo da non poter fare a meno di cercare ovunque la bellezza. Quella che permette di salvare il mondo, se sappiamo avere sogni e vogliamo credere in noi stessi.
Con la realtà ho un rapporto letterario: dimostro di avere tutti i difetti di Hermione Granger tranne i denti grossi, una propensione agli incarichi che attirano antipatie e rendono difficile la vita degna di Frodo Baggins, l’attitudine del signor Pekisch per i progetti bizzarri, qualche lavoretto alla Benjamin Malussène, ogni tanto ho crisi d'identità stile Alice (nel paese delle meraviglie) e … credo che continuerò questa lista a lungo in futuro, visto che in ogni libro che ho letto ho trovato qualcosa di me.
wilcoyote in Requiem doppio
utente anonimo in Alice allo specchio
wilcoyote in Alice allo specchio
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riuriuchiu in Alice allo specchio
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REGALINO DEL GIORNO
(ovvero, dacci oggi il nostro software quotidiano)
visitato *loading* volte
Lorenzino, in questi giorni, come avrà capito chi mi ha vista online alle 4 del mattino, è un po' più agitato del solito.
Elmo: ma perchè lorenzino carolino è più agitato e piange ogni tanto?
Io: gli starà spuntando qualche dentino.
Elmo: che fico! Questa sì che è una sorpresa! Ti canto una canzone: ! "Lorenzino carolino/ sempre bello/ ma piccolino/ sarai bello / anche a cinque anni/ anzi forse/ anche a otto anni... ta ta ratta tata tà"
(grazie all'arieteazzurro che mi ha segnalato il sito per fare questo ritratto simpsoniano di elmo)
Visto il mio nuovo profilo?
Che ne pensate?
Ho già citato qualche giorno fa un lavoro di burobakai che ho avuto l'onore di ricevere come beta-lettrice in anteprima. Si tratta del testo per una pubblica lettura; in esso l'autore immagina un incontro, in una dimensione temporale sospesa , onirica, con il grande poeta Giacomo Leopardi e il suo amico Ranieri.
Nel vivace dialogo tra i tre personaggi, viene inserita questa riflessione, che burobakai mi ha autorizzato a citare:
La comunicazione tra un autore ed il lettore può essere solo parziale, o imperfetta, ma il lettore attento e sensibile, con la sua interpretazione, arricchisce nell’autore la comprensione di altri aspetti del suo testo, originali, non meno autentici anche se non può esserci nella mente del lettore tutto il reale bagaglio e travaglio di vita che l’autore ha trasfuso nello scritto.
Questo presuppone che l'autore abbia anche l'umiltà di accettare interpretazioni del suo testo divergenti in parte dai suoi espliciti intenti originari, o almeno che accetti di discuterle con il lettore.
Mi sono accorta, però, che non sempre è così: spesso la scrittura è operazione di vanità, o di criptico sfogo, o di esposizione che si intende come un misto di linguaggio elitario e di superficiale trascrizione di più o meno probabili vissuti. A volte è costruzione cerebrale così personale, insomma, che non si tollera di condividere con il destinatario del messaggio una chiave interpretativa. A volte una sorta di nichilismo letterario porta gli autori a negare la presenza di qualsivoglia chiave di lettura: "il testo è così, basta, non farmi troppe domande" (sul serio, questo mi è stato detto un po' di giorni fa).
Ma se lo scrivere è atto comunicativo e il leggere è parte di questo atto, perchè negarsi il piacere della discussione? (intendo, ovviamente, della LIBERA discussione, che prevede anche le imperfezioni, i fraintendimenti, i ritocchi, le osservazioni scentrate di un lettore distratto o paranoico, ecc.)
Forse sto coltivando un miraggio di costruzione collaborativa e di comunicazione che è utopistico, però a me sembra molto più affascinante di qualsiasi perfezione prosivendola.
Ci sono momenti nella vita in cui ci sembra che tutto ci abbandoni, o ci pare di aver abbandonato ciò a cui più tenevamo.
In quei momenti, ce lo siamo detti stanotte, dubbiocosmico, ci sediamo sul fondo del pozzo a guardare lo spiraglio di luce che si vede su, in alto, e, nel buio, aspettiamo.
Sono i momenti in cui attendere è già fare qualcosa di importante.
Allora possiamo sentire dentro tutte le musiche malinconiche del mondo. Io, in genere, sento questa, che provo a dedicarti ora: Josquin des Près, Mille regrets, una musica della corte di Carlo V, che ci parla ancora di addii, di amore, di tristezze.
Mille regrets de vous abandoner
Et d'elonger, votre face amoreuse,
J'ai si grand dueil et peine douloureuse
Qu'on me verra brief mes jours déffiner.
Mentre mi sono letta l'incontro - immaginario e personalissimo - tra burobakai e Leopardi (anteprima gentilmente concessa dall'autore, della quale, se lui acconsentirà, vi offrirò dettagli in un prossimo post), ho provveduto anch'io a qualche personale frequentazione poetica.
Grazie a malacconcio, che mi ha citato i versi che sotto riporto, ho fatto una piccola e superficiale incursione nella vita di Vittorio Bodini
dedicato a manuelscorpione :
un po' di Pezzali malinconico tutto per te!C'è un mondo fluttuante, di entità indefinite tra la terra e il cielo, a mezz'aria, che sono, appunto, le cose mai finite.
Questo mondo si insinua negli spazi liberi della mia vita e si espande in essi gonfiandosi come una camera d'aria.
Esplorandolo vi si possono trovare moduli di richiesta di qualunque genere, scatole da riordinare, mail a cui rispondere, racconti, rapporti umani e cose molto più importanti che sarebbe doloroso ricordare.
Una categoria speciale è quella dei pensieri a metà, delle conversazioni troncate prima di arrivare a un punto fermo, dei post pensati e mai scritti.
oggi alcune conversazioni sono rimaste a metà, con parole dette da altri sul mio modo di essere. Sentenze semiespresse, esplicitazioni sospese, piccole spade o corone sul capo, dipende dai punti di vista.
Stanotte ho sognato di scrivere un post meraviglioso, il più bello che avessi mai scritto.
Ma con la luce del mattino le idee si erano sfilacciate a tal punto che neppure ricordavo più l'argomento di quel post figlio di morfeo.
E si resta così, sospesi tra il già fatto e quel che si farà, inseguendo piccole mongolfiere colorate che si arrampicano sulle nostre librerie.
Non credo che, se anche riuscirò a finirlo, avrò la forza di farne una recensione!
La mia avversione per la burocrazia deve purtroppo, per ragioni pratiche, essere superata con l'aiuto di una corretta informazione.
In nome dell'utile, accantonerò, solo per oggi, la dolcezza.
Qualche giorno fa, mentre leggevo questo post di nonsolomamma con carozzigy e lo si commentava ad alta voce, elmo era apparentemente molto preso da uno dei milardi di giochini online del genere "racing".
Improvvisamente, ieri, elmo mi si è parato davanti in un'atteggiamento da duro degno di terminator, gridando:
"E se a me suona la sveglia alle 4 e mezza e mi dice <è ORA DI SVEGLIARSI>, io mi arrabbio e le tiro un calcio e la butto giù!!! SBAMM, PONF, TUMP!"