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Una con un diamante in fondo al cuore, così in fondo da non poter fare a meno di cercare ovunque la bellezza. Quella che permette di salvare il mondo, se sappiamo avere sogni e vogliamo credere in noi stessi.
Con la realtà ho un rapporto letterario: dimostro di avere tutti i difetti di Hermione Granger tranne i denti grossi, una propensione agli incarichi che attirano antipatie e rendono difficile la vita degna di Frodo Baggins, l’attitudine del signor Pekisch per i progetti bizzarri, qualche lavoretto alla Benjamin Malussène, ogni tanto ho crisi d'identità stile Alice (nel paese delle meraviglie) e … credo che continuerò questa lista a lungo in futuro, visto che in ogni libro che ho letto ho trovato qualcosa di me.
wilcoyote in Requiem doppio
utente anonimo in Alice allo specchio
wilcoyote in Alice allo specchio
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riuriuchiu in Alice allo specchio
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REGALINO DEL GIORNO
(ovvero, dacci oggi il nostro software quotidiano)
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Vivevano in un mondo di pixel, o forse di schizzi stampati su carta per una banale trasmissione di impulsi tra macchine visualizzanti e macchine stampanti. In questo popolo di immateriali sequenze di bit, loro erano. Esistevano nel loro comporsi in facce, una ciascuno. Espressioni dettate da righe nere su fondo bianco.
Non sappiamo come si siano incontrati; forse affiancati in una cartella condivisa tra due amici lontani, forse tra gli allegati che un'impiegata romantica seleziona e salva nella posta elettronica, forse abbandonati uno sull'altro appena generati da una laserjet. Possiamo dire, però, ciò che è sotto gli occhi di tutti: è bastato che si sfiorassero.
Incuranti di permessi e regole del dominio da cui erano usciti, senza chiedersi chi fosse il loro proprietario, sprezzanti del numero di nodi della rete e dei balzi innumerevoli necessari per congiungere i loro originali, hanno istantaneamente avvertito l'istinto dell'unione. Immaginiamo con discreta precisione qualcosa del resto della storia: il loro cercarsi incessante, fra miriadi di copie insignificanti, in un'overdose di messaggi contraddittori, tra gli ostacoli naturali e i colli di bottiglia del mondo cibernetico. Intuiamo quel fissarsi del pensiero sulle forme e sulle emozioni, sulla bellezza, insomma che nasce dal loro intreccio.
E pensiamo che lui, un giorno, le prenderà la mano e, con un bacio dolcissimo, comincerà a esplorarla. Lei si lascerà scoprire, nella gioia del dono di sè, sentendo quel nodo che si stringe nel profondo quando due esseri sono una cosa sola. Il darsi e l'aversi non avranno misura, e da reciproci gesti altre reciprocità avranno origine, perchè due non siano più due, ma uno ed infinito.
(con una dedica speciale all'ariete e alla sua desy, a desy e al suo ariete)
"Il buio, inteso in senso lato, è il più grande deposito che esista, dal quale <si portano alla luce> infiniti frammenti di sapere"
da Paolo Mauri, Il buio, einaudi, 2007.
Ho rubato quest'immagine alla damadelsole : confido nella sua generosità!
insomma, l'ha fatto kata, poi alb, poi chissà quanti altri lo faranno... Potrei forse astenermi?
Dovrei dunque fare l'asociale?
Evvia, mi ci butto anch'io nel test più cool tra gli splinderiani. Solo che, come dire, mi sono permessa di apportare qualche trascurabile modifica al modello...
Fatelo e vedrete quanto mi conoscete, cercando di rispondere come io ho risposto.
Solo uno può vincere, però.
http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=riu3
Questa l'ha citata una mia allieva in un forum:
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« Se una mattina ti svegli e non vedi il sole, o sei morto, o sei il sole » |
|
|
|
(Jim Morrison) |

Chi ha detto che i giovani d'oggi non sono intraprendenti?
I miei cuccioli di prima sono già inventori, precisamente nel campo dell'editoria.
E' bastato far girare un foglio tra i banchi, con la richiesta di indicare con la maggiore precisione possibile se hanno un vocabolario di latino e qual è.
S., non senza un certo imbarazzo, ha scritto di averne solo uno tascabile; la sua collega del banco dietro, invece, si è gonfiata d'orgoglio pensando alla mole del suo e, dopo qualche secondo di intensa riflessione alla ricerca dell'espressione giusta per esprimere cotanta voluminosa abbondanza di pagine, ha scritto: "dizionario da tavolo". ©
Dopo di che, per la nota legge non solo scolastica che recita "e quel che l'una fa, e l'altre fanno", la classe ha quasi in toto valorizzato l'invenzione del nuovo prodotto, facendola propria.
Sembrando tuttavia ad alcuni di esser poco originali agli occhi di una prof. relativamente giovane e dinamica come la sottoscritta, sono fiorite le scritte esplicative del tipo "grande, copertina verde, di mio fratello..." , nonchè le clausole generiche "non so qual è, non ricordo il titolo".
L'apice è stato tuttavia raggiunto da Z., ultimo della lista, che ha dichiarato: "non ricordo la marca"
Elmo, durante la colazione:
"mamma, facciamo un piccolo scontro con il caffè... prendiamo lo scontrino!"