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Una con un diamante in fondo al cuore, così in fondo da non poter fare a meno di cercare ovunque la bellezza. Quella che permette di salvare il mondo, se sappiamo avere sogni e vogliamo credere in noi stessi.
Con la realtà ho un rapporto letterario: dimostro di avere tutti i difetti di Hermione Granger tranne i denti grossi, una propensione agli incarichi che attirano antipatie e rendono difficile la vita degna di Frodo Baggins, l’attitudine del signor Pekisch per i progetti bizzarri, qualche lavoretto alla Benjamin Malussène, ogni tanto ho crisi d'identità stile Alice (nel paese delle meraviglie) e … credo che continuerò questa lista a lungo in futuro, visto che in ogni libro che ho letto ho trovato qualcosa di me.
wilcoyote in Requiem doppio
utente anonimo in Alice allo specchio
wilcoyote in Alice allo specchio
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riuriuchiu in Alice allo specchio
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riuriuchiu in segreti presidenzial...
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REGALINO DEL GIORNO
(ovvero, dacci oggi il nostro software quotidiano)
visitato *loading* volte
Questo raccontò una sibilla all'ingresso del bosco.
<< C'era una volta un giovane che viveva appassionatamente la sua vita. Senza preoccuparsi più di tanto del giudizio altrui, si era posto degli obiettivi concreti da raggiungere, nella ferma convinzione che ciò che è concreto, razionale, misurabile, è l'unico paramentro per valutare il significato della propria esistenza.
Questo giovane aveva degli amici, o così credeva. In particolare ne aveva uno, con il quale si confrontava anche aspramente, discutendo, con estrema concretezza, di politica e di lavoro.
Giudicava male il resto del mondo, ritenendolo sciocco e facile all'inganno e all'illusione.Pensava che nessuno fosse capace di esprimersi con chiarezza e coerenza come lui.
Pensava che il suo modo di giudicare il mondo fosse il solo giusto.
L'amico, dal canto suo, amava vivere con pienezza senza farsi troppe domande. Accettava compromessi, cercava di far quadrare il cerchio senza misurare proprio al millimetro. A volte, si contraddiva. Spesso la buttava in ridere, secondo qualcuno con superficialità, secondo altri con saggezza.
Un giorno i due amici cominciarono a dedicarsi reciprocamente meno attenzione. Il primo si accorse che l'altro aveva cominciato a dire cose sempre più diverse dalle sue. Tanto che non sembrava che riuscisse più a rientrare nei suoi schemi di giudizio.
I due si guardavano e non si riconoscevano più: altre volte avevano discusso, ma ora, al fondo, sembrava esserci una matassa più difficile da sbrogliare.
Un passante, che li vide mentre su una panchina sbraitavano e si mandavano reciprocamente a quel paese, disse: "Quando al fondo di un rapporto c'è una matassa intricata, potete fare molte cose:
- potete lasciarla lì, e decidere che non ve ne importa niente. Magari, per vostra fortuna, non tornerà più a galla. La maggior parte delle persone, fa così e butta via tanto tempo speso con i migliori amici per risparmiarsi la fatica di cercare una soluzione.
- potete fare come Alessandro Magno con il nodo di Gordio, darci un taglio, ma forse nel taglio si perderà qualcosa dell'affetto che vi ha sempre legati.
- potete accorgervi che il filo si è intricato perchè nel farlo passare tra l'ordito della vita avete fatto calcoli diversi e ognuno ha cercato di imporre all'altro il suo metro. La trama che stavate tessendo, tirata di qua e di là, ha formato bozzi e storture, finchè il groviglio non è stato così evidente da impedire la tessitura. Se però, rinuncerete a giudicare gli altri con il vostro metro, accettando che il filo vada anche secondo il metro di giudizio degli altri, la trama tornerà a seguire il suo corso e la matassa che ha aggrovigliato il tessuto dell'amicizia si scioglierà.
A voi la scelta". >>
punto
la sibilla non estrae dadi e non è padrona della verità.
non deve abbandonarsi al sentimento perchè il vaticinio richiede cervello.
la sibilla racconta ciò che vide in uno specchio confuso.
nulla è senz'altro vero di ciò che la sibilla dice, ma nulla è del tutto falso.
nulla segue la razionalità nei suoi pensieri, eppure tutto è logico, se si vuole. O forse no.
Parole di Massimo Gramellini, dal sito www.lastampa.it :
"Dice: in giro non si respira poi questo grande entusiasmo per le elezioni imminenti. E ti credo. Stiamo per mandare a Roma mille persone scelte dalle segreterie dei partiti, anziché da noi, in base a due soli criteri: l’obbedienza ai capi e l’impossibilità di far loro ombra. La mancanza di personalità, requisito essenziale per chi voglia fare carriera nelle oligarchie italiane, si intona alla campagna elettorale dei candidati, inesistente, e al lavoro che gli eletti andranno a svolgere in Parlamento: pigiare dei tasti a comando, senza neanche potersi togliere lo sfizio di disobbedire ai propri burattinai, pena l'esclusione dalla prossima giostra.
È questo scadimento avvilente della funzione parlamentare, più ancora dello stipendio e dei benefit, che dovrebbe indignare i cittadini. Se il 13 aprile, invece che degli esseri umani, trovassimo sulla scheda le lettere dell’alfabeto, sarebbe lo stesso. E se in Parlamento sedessero mille automi, sarebbe anche meglio, perché i robot non hanno bisogno di scroccare voli aerei e pranzi alla buvette. Quanto a noi, il nostro status di condòmini della democrazia si riduce a mettere una croce accanto al cognome del leader orecchiato alla tv e delegargli per alcuni anni la nostra impotenza, che diventerà ben presto la sua. Perché, per uno di quei paradossi di cui l’Italia è capace, appena il capo onnisciente e vittorioso si siederà nella stanza dei bottoni e comincerà a premerli tutti, scoprirà che sono collegati al nulla."
Qualcosa, comunque, si può cominciare a fare. Per esempio, aprire gli occhi.
Sempre meglio che fare piagnistei o lasciarsi fregare senza neppure accorgersene.
Mi è stato segnalato oggi da caroziggy uno strumento che, se verrà correttamente aggiornato, potrà almeno consentirci di vedere chi è stato eletto cosa ha pigiato e che presenze ha fatto. Non poco, nella generale difficoltà di monitorare l'operato dei nostri rappresentanti.
La piattaforma è OPENPOLIS. Inserite nella maschera di ricerca il nome della vostra città e ne vedrete sicuramente delle belle.

Capii che è primavera, l'altro giorno,
ma non per una viola del giardino;
neanche per il tingersi dei campi
che sfidano smeraldi, perle e oro.
Non fu l'azzurro cielo terso e puro,
nè quella rondinella che, da sola,
si sa, non ha alcun peso in questa cosa.
Indizio non mi venne dal bidone
coi cartocci di fragole svuotati,
o dal fiorista accanto che esibiva
mimosa e fior di pesco in prospettiva.
Piuttosto c'era lì, davanti a scuola,
cubitale una scritta in rosso vivo:
"Tata ti amo" (è strano, ma gioivo).
Gente, è tempo di rimboccarsi le maniche. Mi ci metto in prima persona, ma vi chiedo collaborazione.
Stanno circolando (mi sono arrivate segnalazioni via mail, in pvt e anche in qualche blog, come questo di paython) informazioni relative alla pensione dei neodeputati e in generale dei deputati, sulla cui veridicità ho qualche dubbio.
In particolare si dice che si vada alle urne il 6 e non il 13 aprile per garantire la pensione ai neodeputati.
A me non risultava che le cose stessero così, ma temendo di essere ingenua e boccalona, cittadina pigra raggirabile dai politici, ho deciso di considerare la notizia.
TUTTAVIA credo che prendere per buone notizie di questo tenore, non accompagnate da prove, indicazioni di fonti, non dico del tutto attendibili, ma qualificabili con precisione, significhi dare un bel calcio in culo alla democrazia per farsi pecore pronte a seguire il pastore demagogo che gli eventi ci vorranno propinare.
Perciò vi chiedo di aiutarmi a fare REALE CHIAREZZA su come stanno le cose. Io aggiornerò il post inserendo le informazioni documentate che mi passerete.
(se si dimostrerà, come credo probabile, che la notizia è infondata, vi prego di riflettere su COME CI STANNO USANDO, COME ABUSANO DELLA CREDULITA' POPOLARE e soprattutto direi che è il caso di cominciare a pensare CHI CI STA USANDO E COSA CI GUADAGNA)
Io tengo al mio paese, ai miei concittadini, ai nostri cervelli, alla nostra pace e alla nostra dignità.
MI RIFIUTO DI FARE LA PECORA
Una prima informazione che ho trovato è un estratto di una risposta di Lapo Pistelli, esponente del PD con un suo sito personale (http://www.lapopistelli.it) a un cittadino che gli chiedeva lumi sul contenuto di una mail illustrante i privilegi dei parlamentari: ""la pensione e il trattamento di fine rapporto seguono le medesime regole degli altri settori del mondo del lavoro. Il Tfr è equivalente ad una mensilità su base annua; la pensione si riscuote (dopo la riforma che abbiamo deliberato) a 65 anni e sulla base dei contributi effettivamente versati (oltre 1.500.000 al mese)".
(un sentito grazie a paython, che per prima mi ha contattato e si è messa in gioco)
In questa stagione, quando uscire tra i campi una mezz'ora a respirare l'odore della natura che rinasce può anche essere un piacere semplice e gratuito, intorno ai diciassette anni avevo il mio itinerario preferito nei sentieri di campagna e lo divoravo a lunghi passi, tenendomi un ritmo interiore. Spesso era il ritmo dell'endecasillabo, e nella mia testa si sgranavano pochi sonetti ai quali ero affezionata, o terzine dantesche, che ripetevo dentro di me in una specie di rosario letterario. Quando ero più nervosa prendevo il ritmo della strofe saffica, o dei faleci; solo quando ero proprio furibonda usavo gli scazonti e allora dentro di me c'era in genere Catullo.
Ma la quiete e il ritmo disteso dei sonetti erano decisamente in accordo dentro di me la maggior parte delle volte. Allora, questo era il mio mantra:
Solo et pensoso i piú deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l'arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:
Sì ch'io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, che'é celata altrui.
Ma pur sí aspre vie né sí selvagge
cercar non so ch' Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co'llui.
Francesco Petrarca, RVF, XXXV
Da www.corriere.it
A una giovane ragazza che, durante la trasmissione Tg2 Punto di vista, gli chiedeva come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro, Berlusconi ha risposto così: «Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun'altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo».
Come donna, avrei preferito sentirmi dare della povera cogliona, piuttosto che sentirmi dire in faccia che per vivere dignitosamente una donna deve pensare a un buon matrimonio...
La difesa della famiglia, allora, consiste nella propaganda del matrimonio d'interesse? Siamo tornati alla visione borghese dell'Ottocento?
Complimenti!
Lo copio qui per ricordamelo, questo pensiero sulla depressione:
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"Secondo la teoria psicodinamica la depressione deriva da un profondo senso di perdita dell'oggetto amato vissuto dal soggetto come introiezione dell'aggressività, ciò che causa un desiderio inconscio d'annientamento del proprio io vissuto come disprezzabile e incapace di essere al mondo. |
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La costruzione di un oggetto buono, cioè della rappresentazione dell'altro-da-se, avviene durante la fase depressiva descritta dalla Klein nella quale il bambino crea il suo genitore buono che gli consentirà una normale forza del proprio io. |
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Nella depressione il paziente non riesce a ricostruire la parte oggettuale sentita come distrutta e investe il proprio io con pulsioni autoaggressive che ne compromettono le funzionalità d'adattamento alla realtà." |
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"Nella depressione l'ambivalenza, cioè la condizione di fluttuazione tra amore e distruzione, è una delle caratteristiche della personalità melanconica, che si evidenzia chiaramente nella forma bipolare maniaco-depressiva, nella quale stati di abbattimento si alternano a fasi di esaltazione maniacale. |
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La depressione è forse il momento più vicino alla sofferenza, sofferenza intesa come dolore totale che avvolge l'essere completamente negando ogni spiraglio di luce. |
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La sofferenza è ciò che ogni essere vivente biologicamente cerca di evitare, è la sofferenza che spinge il comportamento in direzioni più utili e consone allo sviluppo della vita. La depressione è una scarica improvvisa e tumultuosa di sofferenza, angoscia, quasi come se tali emozioni fossero imprigionate ed impedite di effettuare il loro naturale mandato. |
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Compito di un'adeguata psicoterapia è quello di dare voce al dolore, attraverso un nuovo linguaggio che non nega la sofferenza ma le restituisce il valore di significante e ne riduce la forza distruttiva." |
Moolaadé
DVD, regia Ousmane Sembène
Collana: Real Cinema, Feltrinelli,, Euro 17
C'è qualcosa che si muove, in questo nostro Oltrepò.
Ci sono iniziative che un tempo erano per quattro gatti e oggi sono frequentate da molte persone.
Le letture dantesche.
La camminata Voghera-Varzi.
La presentazione di alcuni libri. (su uno di questi farò prossimamente un post, forse)
Un circolo di poesia.
Più di un blog o sito di informazione di cittadini intraprendenti...
Insomma, oggi splende il sole e io mi sento ottimista, perchè a me piace vedere la gente che si dà da fare, che non è passiva davanti alla tv o sulla poltrona di casa, che vuole scambiare opinioni, camminare, ascoltare un autore, del presente o del passato.
Ecco una nuova creatura su splinder:
