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Una con un diamante in fondo al cuore, così in fondo da non poter fare a meno di cercare ovunque la bellezza. Quella che permette di salvare il mondo, se sappiamo avere sogni e vogliamo credere in noi stessi.
Con la realtà ho un rapporto letterario: dimostro di avere tutti i difetti di Hermione Granger tranne i denti grossi, una propensione agli incarichi che attirano antipatie e rendono difficile la vita degna di Frodo Baggins, l’attitudine del signor Pekisch per i progetti bizzarri, qualche lavoretto alla Benjamin Malussène, ogni tanto ho crisi d'identità stile Alice (nel paese delle meraviglie) e … credo che continuerò questa lista a lungo in futuro, visto che in ogni libro che ho letto ho trovato qualcosa di me.
wilcoyote in Requiem doppio
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wilcoyote in Alice allo specchio
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REGALINO DEL GIORNO
(ovvero, dacci oggi il nostro software quotidiano)
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Il primo maggio 1908 nasceva a Fontanelle di Roccabianca (PR) Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi.
Con un certo ritardo, dovuto a impegni e cose varie, unisco la mia voce a quella di chi ne ricorda il centenario della nascita, facendo una riflessione sulla persona e sul giornalista satirico, oltre che, ovviamente, su quello che noi onosciamo soprattutto come padre di due straordinari personaggi letterari e cinematografici quali Peppone e don Camillo, specchio di un'Italia che forse non c'è più o che è nascosta dentro molti di noi.
Guareschi ricorda così il giorno in cui venne al mondo:
«quella mattina (...) ho il primo contatto diretto con la politica e la lotta di classe. (...) Il capo di quei rossi, Giovanni Faraboli, un omaccio alto e massiccio come una quercia (...) fattosi alla finestra di cucina, mi mostra agli altri rossi (...) spiegando loro che, essendo io nato il primo maggio, ciò significa che sarei diventato un campione dei rossi socialisti! (...) E anni e anni passeranno carichi di travaglio da questo primo maggio, ma intatto mi rimarrà nella carne il tepore delle mani forti di Giovanni Faraboli.»
Socialista proprio non lo divenne, in realtà, e fu convinto credente e decisamente anticomunista, schierato per una Democrazia Cristiana che fosse seria e coerente; dunque, impegnato più volte a bacchettare da giornalista, non solo satirico, ma anche politicamente corretto, proprio il partito per il quale votava.
Una serietà ed una coerenza che gli costarono anche il carcere: 409 giorni trascorsi a Parma, per una condanna ricevuta in primo grado per diffamazione, contro la quale non aveva voluto nè ricorrere in appello nè chiedere la grazia.
Delle cause per cui fu condannato, almeno la prima (che si chiuse con una sentenzaa otto mesi e il beneficio della condizionale) ci fa sorridere: il presidente della repubblica Luigi Einaudi, produttore di vino, aveva fatto scrivere, con una bella trovata di marketing, sull'etichetta del suo Nebbiolo "il vino del presidente". Guareschi denunciò quello che gli sembrava un indebito sfruttamento di una carica dello stato, e per questo fu condannato per diffamazione.
La seconda, è decisamente più complessa e coinvolge direttamente De Gasperi; in essa Guareschi ebbe forse il torto di pubblicare materiale che indagini rivelarono essere falso e quindi basarsi su fonti non attendibili, ma dimostrò ancora una volta di essere un uomo con una bella spina dorsale, come si suol dire. Per chi vuole approfondire rimando al sito di cronologia, che fa una buona sintesi degli eventi.
Certo che se confrontiamo questi episodi con ciò che accade al giorno d'oggi, per esempio pensando a giornalisti che esibiscono impunemente, anzi facendoci i soldi, ogni tipo di notizie infamanti, oppure a un candidato premier che accusa un altro politico suo avversario di non avere la laurea, ripetendo un'accusa peraltro già smentita...
L'Italia è sempre la stessa?
Fu adunque chiamata madonna Oretta, e fu moglie di messer Geri Spina; la quale per avventura essendo in contado, come noi siamo, e da un luogo ad un altro andando per via di diporto insieme con donne e con cavalieri, li quali a casa sua il dì avuti avea a desinare, ed essendo forse la via lunghetta di là onde si partivano a colà dove tutti a piè d'andare intendevano disse uno de'cavalieri della brigata:
- Madonna Oretta, quando voi vogliate, io vi porterò, gran parte della via che ad andare abbiamo, a cavallo, con una delle belle novelle del mondo.
Al quale la donna rispose:
- Messere, anzi ve ne priego io molto, e sarammi carissimo.
Messer lo cavaliere, al quale forse non stava meglio la spada allato che '1 novellar nella lingua, udito questo, cominciò una sua novella, la quale nel vero da sé era bellissima; ma egli or tre e quattro e sei volte replicando una medesima parola, e ora indietro tornando, e talvolta dicendo: - Io non dissi bene - ; e spesso né nomi errando, un per un altro ponendone, fieramente la guastava; senza che egli pessimamente, secondo le qualità delle persone e gli atti che accadevano, proffereva. Di che a madonna Oretta, udendolo, spesse volte veniva un sudore e uno sfinimento di cuore, come se inferma fosse stata per terminare; la qual cosa poi che più sofferir non potè, conoscendo che il cavaliere era entrato nel pecoreccio, né era per riuscirne, piacevolmente disse:
- Messere, questo vostro cavallo ha troppo duro trotto; per che io vi priego che vi piaccia di pormi a piè.
Il cavaliere, il qual per avventura era molto migliore intenditore che novellatore, inteso il motto, e quello in festa e in gabbo preso, mise mano in altre novelle, e quella che cominciata avea e mai seguita, senza finita lasciò stare.
GIOVANNI BOCCACCIO, DECAMERON , VI, 1
Oggi Elmo ha letto per la prima volta il blog della mamma, da solo.
:-)
I nomi delle stelle sono belli:
Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?
Sono più di cento volte centomila.
E in fondo al cielo, non so dove e come,
c’è un milione di stelle senza nome.
Stelle comuni, nessuno se ne cura,
ma per loro la notte è meno dura.
Gianni Rodari
La notte lava la mente.
Poco dopo si è qui come sai bene,
file d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
Mario Luzi, La notte lava la mente
Ho ricevuto un' e-mail con questo testo.
Mi va di pubblicarla, perchè oggi la sento molto mia.
ECCO PERCHE' CERTE VOLTE, SI INVIA UNA BARZELLETTA..........
Un uomo camminava per una strada con il suo cane.
Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto.
Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni.
Si chiese dove li portava quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo.
In cima a una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.
Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di oro puro.
Con il cane s'incammino verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo seduto a una scrivania.
Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo?
- Questo è il Paradiso, signore, - rispose l'uomo.
- Uao! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?
- Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell'acqua ghiacciata.
L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì.
- Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore indicando il suo cane.
- Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada con il suo cane.
Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano recinzioni di sorta.
Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero.
- Mi scusi, - chiese. - Non avrebbe un po' d'acqua?
- Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.
- E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.
- Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là c'era un'antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola.
Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offrì al cane.
Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono dall'uomo seduto all'albero.
- Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.
- Questo è il Paradiso.
- Be', non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso.
- Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di madreperla? No, quello è l'Inferno.
- E non vi secca che usino il vostro nome?
- No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.
-----
Così...
A volte ci chiediamo perché gli amici continuino a mandarci barzellette o storielle senza aggiungere una parola.
Forse questo può spiegarlo. Quando si ha molto da fare, ma si vuole restare lo stesso in contatto, che cosa si fa?
Si mandano barzellette.
Quando non si ha nulla di particolare da dire, ma si vuole restare lo stesso in contatto, si mandano barzellette.
Quando si ha qualcosa da dire, ma non si sa bene cosa, o non si sa come, si mandano barzellette.
Anche per far sapere a qualcuno che ci si ricorda ancora di lui, che lui è ancora importante, che lui è ancora amato, che cosa si fa? Si manda una barzelletta.
Così, la prossima volta che ricevete una barzelletta, non pensate che vi hanno mandato soltanto un'altra barzelletta, ma che oggi il vostro amico dall'altra parte del computer ha pensato a voi e vi ha mandato un sorriso.
LE EMOZIONI PRIMARIE (= i colori della vita, o no?)
Rabbia
Furia sdegno risentimento ira esasperazione indignazione irritazione acrimonia animosità fastidio ostilità (al grado estremo: odio violenza)
Tristezza
Pena dolore cupezza malinconia autocommiserazione solitudine abbattimento disperazione (in casi patologici: grave depressione)
Paura
Ansia timore nervosismo preoccupazione apprensione cautela esitazione tensione spavento terrore (stato psicopatologico: fobia e panico)
Gioia
Felicità godimento sollievo contentezza beatitudine diletto divertimento fierezza piacere sensuale esaltazione estasi gratificazione soddisfazione euforia capriccio (al grado estremo: entusiasmo maniacale)
Amore
Accettazione benevolenza fiducia gentilezza affinità devozione adorazione infatuazione agape
Disgusto
Shock stupore meraviglia trasecolamento
Disprezzo sdegno aborrimento avversione ripugnanza schifo
Vergogna
Senso di colpa imbarazzo rammarico rimorso umiliazione rimpianto mortificazione contrizione
Fonti: Daniel Goleman, Intelligenza Emotiva, Rizzoli, Milano, 1996.